Post in evidenza

Cani e caldo: come fare quando arriva l’estate

Estate: sinonimo di vacanze, passeggiate serali all’aria aperta, mare, spiaggia ma anche, per gli amanti della campagna e della montagna, lunghe camminate nei boschi e soste al sole per godere della tintarella. Per quanto per noi essere umani l’estate sia sinonimo di bella stagione e di vita, per i nostri cani non sempre il trimestre più caldo dell’anno è effettivamente una buona esperienza. La temperatura elevata, l’afa, il sole che picchia possono essere per il nostro amico a 4 zampe un vero e proprio incubo che noi proprietari abbiamo l’obbligo morale di supervisionare, controllare al fine di rendere la vita un po’ più semplice al nostro cane.

Tralasciando le tristi notizie di cronaca che ogni anno, immancabilmente, riempiono le nostre bacheche social, storie atroci di animali lasciati a soffrire e in alcuni casi a morire negli abitacoli delle auto parcheggiate al sole (attenzione, aver lasciato l’auto in sosta all’ombra spesso non è sinonimo di sicurezza per il vostro cane all’interno, il caldo può essere deleterio comunque in una giornata afosa). Per quanto concerne questo argomento mi auguro che le tragedie avvenuto negli scorsi anni siano servite da monito a chi, anche inconsapevole dei rischi, avesse l’abitudine di lasciare il cane in attesa nell’auto in estate. Qui vale la più aurea delle regole del proprietario consapevole: meglio far vivere al proprio cane una sana noia tra le fresche mura domestiche che esporlo a rischi potenzialmente mortali per far sì che non resti solo. Non voglio porre l’argomento dal punto di vista di ciò che la legge permette a riguardo, ma in questo caso sì, è bene sapere che lasciare il cane in auto cagionandogli lesioni fisiche è considerato maltrattamento di animale e quindi disciplinato dal diritto penale la cui infrazione può costare anche il carcere.

Ci sono poi altri rischi che potenzialmente minano la salute del nostro cane durante l’estate a cui noi proprietari dobbiamo porre attenzione e rimedio.

Una delle quali è la reale differenza termica tra l’aria e l’asfalto esposto ai raggi solari. Noi bipedi che facciamo uso di scarpe spesso non abbiamo la percezione di quanto una strada possa scottare ma è bene tener a mente che i polpastrelli dei nostri cani possono subire ustioni a contatto con superfici di 51°, temperatura che il bitume raggiunge in una giornata in cui i termometri segnano 25°, se fuori ci sono 34 l’asfalto sarà di 85°. Per una passeggiata estiva piacevole per tutti, bipedi e quadrupedi, sarebbe meglio quindi evitare zone prive di ombra e prediligere strade battute a terra o a cemento. Anche evitando le ore più calde non si esclude del tutto il rischio delle ustioni, l’asfalto trattiene il calore per molto tempo dopo l’esposizione al sole, quindi un trucco da poter mettere in pratica in caso di dubbio è la regola dei “5 secondi”: se appoggiando il palmo della mano a terra non sentiamo dolore mentre contiamo fino a 5 allora la strada è sicura anche per il cane. Nel caso in cui ci si trovi costretti a dover fare percorsi asfaltati esposti al sole è bene chiedere un consulto veterinario in cui il medico avrà modo di illustrare quali siano le protezioni adatte al vostro caso.

E adesso parliamo di quali siano le possibili conseguenze mediche in caso di prolungata esposizione al calore o ai raggi solari, perché per quanto un essere umano possa amare il proprio cane, l’imprevisto, un evento inatteso, può cambiare i piani, causando o essendo la potenziale causa di un problema medico grave che se gestito correttamente può salvare la vita al cane. Non tanti anni fa, purtroppo, una famiglia diretta in vacanza ha perso il proprio animale a causa di un colpo di calore in un incolonnamento durato ore in attesa dell’imbarco per il traghetto. E anche io ho visto il mio cane soffrire in auto in estate: avevo predisposto il possibile per tenerlo al fresco, tappeto refrigerante, acqua, perfino i sacchetti di ghiaccio istantaneo sparpagliati vicino al suo posto e un telo ombreggiante messo a doppio per coprire il lunotto e i vetri posteriori. Nonostante questo le colonne di auto e l‘asfalto bollente non riuscivano a far sopperire l’aria condizionata, non è successa una tragedia fortunatamente… Birillo se l’è cavata con una nottata al fresco, ma ha sofferto molto, e tutto nonostante l’attenzione che avevo preparato per tutto il viaggio.

Questo incipit è per cercare di far capire, di spiegare, ad ogni proprietario che è fondamentale non solo prevenire ma talvolta anche saper curare, cominciando intanto nell’analizzare i due più grossi rischi da tenere in considerazione: colpo di sole e colpo di calore.

Il colpo di calore si verifica quando la temperatura corporea sale a causa del troppo caldo (è ciò che può succedere se il cane viene lasciato in auto). Ne possono essere colpiti soprattutto cani brachicefali (con la canna nasale corta, come il bulldog o il boxer), e di grossa mole. I sintomi sono, fiato corto e accelerato, alta temperatura corporea, vomito, mucose arrossate (nel caso di cani con mucose chiare) e difficoltà motorie. Si tratta portando il cane in una zona più fresca e tamponando testa, polpastrelli, addome e interno coscia con panni bagnati a temperatura ambiente e via via sempre più freschi. E’ fondamentale che non venga subito esposto ad acqua gelida per evitare una restrizione dei vasi sanguigni periferici a favore di una dilatazione di quelli interni, ciò ne aumenterebbe il danno. Monitorare la temperatura corporea del cane che non deve superare i 41°, in tal caso è indispensabile rivolgersi ad un veterinario il prima possibile.

Colpo di sole, ancor più grave del colpo di calore perché è dovuto dall’azione dei raggi solari sui neuroni. E’ quindi causato da un’esposizione diretta della testa al sole (attenzione a lasciare il cane solo in terrazza senza zone d’ombra disponibili!). I sintomi sono vertigini, nausea e infine lo shock. Si tratta portando il cane in una zona più fresca e tamponando con stracci bagnati la testa. In questo caso è sempre di fondamentale importanza raggiungere quanto prima un medico veterinario. 

In ogni caso MAI lasciare il cane in posti in cui non sia possibile raggiungere un po’ d’ombra. Supervisionare il proprio animale e se si addormenta al sole fare in modo che vada a riposare in un luogo fresco.

Buone vacanze a tutti!

Giulia Cardoni, Istruttore cinofilo

SE ABBANDONI, SEI TU IL BASTARDO!!!

Campagna TuscanDogs contro l’abbandono degli animali domestici

Trovo inconcepibile che ancora oggi, nel 2020, si debbano fare campagne contro l’abbandono degli animali domestici.
Trovo disumano anche solo il pensiero che si riesca a lasciare, spesso lungo strade trafficate o in luoghi disabitati, quello che fino a quel momento è stato nostro compagno di vita, gatto o cane che sia, perché si deve “fare una vacanza”, tradendo la fiducia di un essere indifeso e che ci ama in quanto suo punto di riferimento, amico, proprietario, famiglia.

Eppure ogni volta mi stupisco all’ennesima notizia di casi di abbandono, che purtroppo si concludono spesso in tragedia, e rimango tristemente colpita dai dati statistici: “Si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti” (fonte LAV).
L’abbandono è un reato punito con l’arresto fino a un anno o con una multa fino a 10.000 euro (art. 727 del codice penale).
Anche noi di TuscanDogs ci impegnamo a fare tutto il possibile per riuscire, tramite una corretta informazione, ad arginare per sempre questo abominio.

Puoi portare il tuo cane in vacanza con te, ci sono tanti siti che ti possono aiutare per trovare strutture che accettano animali!


Adottare un cane od un gatto (che sia acquistato da un allevamento o adottato da canili/associazioni) è una scelta che deve essere fatta in maniera consapevole e responsabile, un animale è PER SEMPRE, il che significa che per tutta la loro vita essi sono parte integrante del nostro nucleo familiare, e non possiamo trattarli come oggetti da dar via quando ci fa comodo. Certo a volte sono impegnativi, ma spesso è solo perché abbiamo una gestione scorretta; rivolgersi ad un educatore qualificato può essere sufficiente a rendere la vita insieme al nostro cane felice ed appagante, perché se instauriamo una corretta relazione, l’amore che riceviamo in maniera incondizionata e l’allegria della loro compagnia ci ripagheranno ampiamente di ogni piccolo sforzo (anzi la nostra vita ne esce sempre incredibilmente arricchita!).


Per le vacanze, oggigiorno sono sempre più le strutture che accettano animali domestici, ed una vacanza in compagnia del nostro amico a quattro zampe è ancora più bella e divertente, se la organizziamo nel modo giusto! In alternativa, si può lasciare il proprio animale domestico in una pensione o ad una dog-sitter di fiducia, oppure se disponibili ad amici o parenti che possano accudirli in quei giorni in maniera adeguata.
In casi estremi, dove ci si renda conto di non essere in grado di tenere un animale garantendogli il benessere necessario, ci si può rivolgere ad associazioni riconosciute per valutare l’adozione ad altro proprietario.


Ma MAI è accettabile abbandonarlo!
Se lo abbandoni, SEI TU IL BASTARDO!

Federica Orlandi Istruttore Cinofilo TuscanDogs @ohfede

Passeggiata in sicurezza: I forasacchi

Le fresche serate primaverili stanno lasciando spazio alla calda brezza estiva, le giornate si allungano e ritornano le passeggiate lungo i campi coltivati in campagna, tutto idilliaco fino a quando non sentite una serie di starnuti e con il vostro compagno a quattro zampe decidete di fare una visita dal veterinario, non ci sono dubbi, forasacco nel naso. Ma cosa sono e quali sono i rischi di questa pianta tanto temuta?

La pianta

I forasacchi che siamo abituati a vedere nei nostri giardini sono la spiga di una pianta della famiglia delle Poacaeae o Graminacee, in Italia si possono trovare in qualsiasi habitat, dalla montagna al mare. Questa spiga raggiunge la sua pericolosità quando seccandosi, si stacca facilmente dalla pianta e finisce ovunque. Quante volte camminando in un prato ci siamo trovati scarpe e calze piene di queste spighe appuntite? Data la loro forma a ”lancia” e con una serie di aculei minuscoli (come degli ami) hanno la capacità di attaccarsi ovunque, sopratutto al pelo e alle orecchie dei nostri amici quadrupedi, finche sono sul pelo rimuoverli è facile, ma nel caso in cui il forasacco penetri nel naso, cute o orecchie serve un intervento veterinario, possono svilupparsi infezioni!

Sintomi

Se il forasacco è entrato nel tartufo del cane noterete fin da subito un fastidio riconoscibile da una serie di starnuti continui violenti, con possibile perdita di sangue. Nelle orecchie il cane inizierà a scuotere la testa o tenere la testa inclinata, molto pericoloso perché potrebbe forare il timpano. Nella cute noterete il cane leccare o grattare la zona interessata cercando di togliere quel fastidio che sentono, con il trascorrere del tempo si formerà pus, gonfiore e dolore. Attenzione anche all’ingestione del forasacco, che potrebbe ancorarsi nell’esofago provocando una violenta tosse. In qualunque caso noi della TUSCANDOGS consigliamo di portare subito il cane dal veterinario, non provate a rimuoverlo da soli, potreste recare un danno maggiore, oppure ci potrebbero essere altri forasacchi più in profondità non visibili a occhio nudo o pezzi della pianta rimasti dentro che necessiteranno un intervento per essere rimossi correttamente.

Dopo ogni passeggiata controllare sempre il vostro cane, soprattutto se ha il pelo lungo, evitate di portarlo nell’erba alta o zone dove hanno appena tagliato l’erba senza aver tolto i residui. Controllate anche gli spazi interdigitali, dove molto spesso queste spighe si attaccano.

Daniele D’Alessio, Istruttore Cinofilo

Leader o capo?

Anche se le due cose potrebbero sembrare molto simili, la verità è che non lo sono affatto.
Spesso tendiamo ad associare il cane al suo progenitore, il lupo. Nel proprio gruppo sociale vi è una coppia alfa, tra cui soltanto uno dei due soggetti è il “capo”, ma comunque, tutti i rapporti all’interno del branco sono strutturati in base al rispetto dell’individualità e alla collaborazione. Nel percorso evolutivo, la figura del cane si separa da quella del suo antenato circa 40.000 anni fa. Da questo momento in poi sono avvenuti sostanziali cambiamenti.

Visto che i protocani e l’uomo, di comune accordo, decisero di condividere le loro vite aiutandosi reciprocamente, di conseguenza si adattarono gli uni agli altri. Nacque un rapporto di collaborazione e fiducia che ha continuato ad evolversi fino ad oggi. Pensare al cane come ad un lupo è come paragonare l’essere umano alle scimmie! Ormai i nostri cani si sono evoluti adattandosi alla convivenza con noi e tutto ciò che ne concerne. Fortunatamente anche gli studi sono andati di pari passo e grazie ad essi, siamo riusciti a comprendere un pò di più l’universo canino, in particolare tutti quei dettagli essenziali per capire la loro parte più profonda.
Per essere una buona guida per i nostri cani, come anche per le persone del resto (per esempio un datore di lavoro con i propri dipendenti o il maestro con i suoi alunni) dovremmo innanzitutto trasmettere sicurezza, infondere coraggio, accogliere “gli errori” e trovare ad essi delle soluzioni insieme. Essere una Guida, significa conquistare la fiducia di qualcuno. Creare quel legame per il quale, il nostro compagno decida di affidarsi a noi, fornendogli tutti gli strumenti necessari perchè possa esprimersi nella maniera più appropriata ma allo stesso tempo, mantenendone la soggettività e rispettandone le emozioni. Un leader è colui che riconosce ed apprezza le capacità individuali ma che comprende e rispetta anche i limiti. Non ci sono posizioni di superiorità rispetto all’altro ma un rapporto di collaborazione e sintonia. Un arricchimento reciproco!

“Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali” cit.


C’è molta differenza tra

autorevole    /  autoritario;
comunicare  /  ordinare;
collaborare   /  obbedire.

Voi da che parte stareste?

Valentina Marchi, istruttore cinofilo.

L’importanza dello scegliere

L’errore comune di tutti noi amanti dei peli, è quello di innamorarsi di ogni cane che incontriamo. Questo di per sè non sarebbe sbagliato, ma potrebbe diventarlo nel momento in cui ci trovassimo ad affrontare la scelta del nostro futuro compagno, sopratutto quando vorremmo adottarlo da un canile. Davanti a tutti quei cani che fremono dalla voglia di sentirsi parte di una famiglia, ci lasceremmo conquistare da ognuno di loro, tanto che preferiremmo far scegliere a qualcun altro per non fare un torto a nessuno. Questa è una cosa molto bella, ma anche “rischiosa”.

Ogni cane è diverso dall’altro e non soltanto nell’aspetto, anche per genetica e temperamento. Cani molto attivi, che hanno la necessità di soddisfare dei bisogni che richiedono attività più “movimentate”; cani piu sedentari che invece prediligono passare gran parte del loro tempo ad oziare tra cuccia e divano ; cani che emettono più o meno vocalizzi di altri, alcuni che addirittura è raro sentire abbaiare, per esempio il basenji (informazione utile se viviamo in condominio per esempio); cani che hanno una forte motivazione predatoria come quelli da caccia o ferma; cani più adatti ad una vita in appartamento, altri che invece hanno bisogno di avere molto spazio all’aperto a disposizione per esempio i cani guardiani del gregge; cani che tendenzialmente, si legano più di altri al proprietario, come i molossoidi.

Insomma, che si scelga di adottare un cane da un canile o da un buon allevamento, ottenere quante più informazioni possibili riguardo quella razza e quel determinato cane è quello che dovremmo fare.
Sapere tutto questo è importante per capire “l’affinità” che potremmo avere con il nostro futuro fido, quindi il primo passo (ancora prima di andare a scegliere la nostra dolce metà) è quello di analizzare noi stessi:
il tempo che abbiamo a disposizione, i nostri interessi, le nostre attitudini e la nostra personalità, così da poter scegliere il cane più affine a noi ed alle nostre abitudini, in modo da poterci condividere quante più esperienze possibili e creare un rapporto di complicità e appagamento reciproco!

Scegliere di unire la nostra vita a quella di un quadupede è una grande responsabilità e dobbiamo essere consapevoli che ognuno di loro abbia dei bisogni da soddisfare, proprio come noi! Un cane che non realizza le proprie motivazioni non si potrà mai definire un cane davvero felice. Sapere quali sono le motivazioni principali del nostro compagno serve a noi per capire ciò che rappresenta la “felicità” per lui.
Adesso, immaginate di scegliere un cane che per attitudine e/o temperamento ami correre e svolgere attività fisicamente impegnative, come per esempio quella venatoria, ma noi siamo persone pacate e sedentarie, quanto potremmo davvero condividere col nostro compagno? Riusciremmo ad instaurarci una relazione, bella ed appagante per entrambi, o ci ritroveremmo ad infastidirci a vicenda?

Il segreto per un binomio perfetto sta nello scegliere il compagno adatto a noi e al nostro stile di vita, raccogliendo quante più informazioni possibili dai volontari del canile o dall’allevatore.

“I cani non mentono su ciò che provano, perché non possono mentire sulle emozioni. Nessuno ha mai visto un cane triste che fingesse di essere felice.” Cit.

Valentina Marchi, istruttore cinofilo.

Grande Traversata Elbana, per un’isola a 6 zampe

Negli ultimi decenni, con una accelerazione notevole negli ultimissimi anni, le esigenze delle famiglie con animali domestici in tema di vacanze sono decisamente cambiate. Vuoi per l’incremento delle persone che decidono di adottare un cane, vuoi per una spiccata crescita della sensibilità in tema animali, le famiglie Italiane (e non) che decidono di partire col proprio compagno a 4 zampe sono sempre più numerose. Ogni cambiamento però necessita di piccoli grandi sforzi e per questo, organizzare le ferie a misura d’uomo e di cane richiede una buona pianificazione. C’è bisogno di scegliere hotel, B&B o appartamenti che accettino di ospitarli, scegliere mete che siano consone a viaggiatori a due e a quattro zampe e soprattutto riuscire a programmare attività per il piacere e il benessere di tutti.

Da Educatore Cinofilo atipico, che non ha da misurarsi con ambienti urbani estremamente complessi come quelli cittadini, e che ha la fortuna di abitare 365 giorni l’anno in un territorio per la maggior parte incontaminato, vi propongo un viaggio nella mia terra e nel mio mare, per presentarvi ciò che l’Elba può offrire a voi e al vostro cane.

Una su tutte la Grande traversata elbana, una rete di sentieri che attraversa gran parte dell’isola da Est ad Ovest tramite percorsi totalmente immersi nel verde, nel lato incontaminato e non antropomorfizzato dell’isola.

Meta ambita per il trekking e per i bikers, consiste in percorsi più o meno intensi, talvolta impegnativi per l’elevato dislivello, che portano alla scoperta di scorci mozzafiato dell’Arcipelago Toscano. La rete sentieristica copre un percorso di 50/60 kilometri suddivisibili in tappe che variano dagli 8 ai 18 chilometri.

Le tappe totali sono 5 con una possibile variazione di percorso all’altezza del Monte Capanne ma è bene rendersi conto che la distanza, anche tra gli stessi segmenti, è notevole, quindi è consigliato suddividere il tragitto in più riprese considerata anche la vicinanza del tracciato e la strada provinciale in alcuni punti, e valutare, quindi, la possibilità di prendere un mezzo pubblico e raggiungere il comune più vicino per poi riprendere il cammino il giorno successivo. La compagnia di bus locali tra l’altro, permette l’uso dei mezzi agli animali di affezione senza supplementi nel biglietto, il proprietario naturalmente dovrà tenere un comportamento consono al rispetto degli altri passeggeri e avere con sé una museruola nel caso venga richiesta.

Se dovutamente pianificata può diventare una bellissima esperienza per tutta la famiglia, per noi umani per riscoprire la bellezza della natura e per il vostro cane un momento per godere della libertà e di quel contatto con la terra, l’aria pulita e odori nuovi da scoprire insieme al proprio compagno umano.

Essendo una prova fisica abbastanza importante bisogna avere la coscienza di scegliere periodi dell’anno adatti e valutare la salute fisica di umani e cani. Estate fortemente sconsigliata per le eccessive temperature e i conseguenti rischi a cui può andare in contro il vostro cane tra cui colpi di calore e colpi di sole, attenzione anche ai mesi più caldi della primavera, soprattutto per la presenza di vipere e processionarie. I periodi migliori variano da fine settembre a novembre, marzo ed aprile.

Giulia Cardoni, Istruttore Cinofilo

Il benessere del cane

Benessere. Questa parola mi evoca l’immagine di una SPA, con vasche di acqua calda, saune ed aree relax. In realtà è una parola molto sottovalutata e di vitale importanza, in quanto necessaria al raggiungimento di uno stato di serenità durante la nostra vita. Nella nostra società diamo per scontati dei diritti perché, per nostra fortuna, li abbiamo avuti sin dalla nascita…. ma basta spostare lo sguardo ad un continente vicino come l’Africa, per esempio, per vedere quanto beni di prima necessità come l’acqua, il cibo, l’assistenza sanitaria non siano poi così scontati ed alla portata di tutti.

Allo stesso modo, il benessere non è prerogativa esclusiva della “specie umana”, ma è (o perlomeno dovrebbe essere) un bene basilare di qualsiasi essere vivente. L’argomento è a tutt’oggi malauguratamente attuale, basti pensare alle conseguenze degli allevamenti intensivi dove gli animali vengono sfruttati senza il minimo scrupolo e nessuna cura per le loro condizioni di salute e di igiene, causa primaria della nascita e trasmissione di malattie e virus, oltreché essere una speculazione crudele verso gli animali stessi.

A tal proposito, venne pubblicato in Inghilterra nel 1965 il “Brambell report”, il primo documento scientifico sull’argomento, che si riferiva nello specifico agli animali da reddito, che enuncia le “cinque libertà”, successivamente riprese ed “istituzionalizzate” nel 1979 dal Farm Animal Welfare Council (FAWC), e che sono ancora oggi alla base della legislazione internazionale in materia di benessere animale.

Le cinque libertà richiamano al rispetto dei bisogni fondamentali e primari di ogni animale, per garantirgli uno stato di benessere, inteso non solo come assenza di patologie, ma come uno stato complessivo di buona salute fisica e psichica:

  • Prima libertà: dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione (garantendo all’animale l’accesso ad acqua fresca e ad una dieta che lo mantenga in piena salute)
  • Seconda libertà: di avere un ambiente fisico adeguato (dando all’animale un ambiente che includa riparo e una comoda area di riposo)
  • Terza libertà: dal dolore, dalle ferite, dalle malattie (prevenendole o diagnosticandole/trattandole rapidamente)
  • Quarta libertà: di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali specie-specifiche (fornendo all’animale spazio sufficiente, strutture adeguate e la compagnia di animali della propria specie)
  • Quinta libertà: dalla paura e dal disagio (assicurando all’animale condizioni e cura che non comportino sofferenza psicologica).
Ogni razza ha delle caratteristiche specifiche, conoscerle e rispettarle renderà il nostro cane felice ed appagato!

Vediamo nello specifico come utilizzarle per creare una relazione di fiducia col nostro cane e tutelare i suoi bisogni e la sua salute.

1 – Importante è scegliere una dieta che soddisfi le sue esigenze nutrizionali, anche in base al tipo di attività che svolge e ad eventuali problemi di intolleranze o patologie. Che si opti per un’alimentazione commerciale (a base di crocchette o umido) o a diete casalinghe, l’importante è farsi prima di tutto consigliare dal nostro medico veterinario di fiducia. Soprattutto nel caso della dieta casalinga, niente fai-da-te o avanzi della tavola! Deve sempre essere a disposizione una ciotola con acqua fresca, per evitare la disidratazione, e soprattutto adesso che ci avviciniamo alla stagione estiva, ricordiamo di portare sempre con noi una borraccia durante le nostre passeggiate.

2 – il cane deve avere a disposizione un riparo, una cuccia, uno spazio sicuro che lo protegga dalle intemperie (in caso viva all’esterno) o in cui non essere disturbato (in casa). La cuccia è il luogo dove può rifugiarsi quando si sente insicuro o dove riposarsi, e deve essere posizionata in un luogo tranquillo dove non ci sia troppo passaggio (da evitare per esempio in prossimità di porte, nei corridoi, ecc). Quindi, mai sgridare il proprio cane quando è nella sua cuccia, né permettere a bambini o altri familiari di disturbarlo mentre si riposa!

3 – quando un cane entra a far parte della nostra vita, la prima tappa è… la visita dal medico veterinario! Questo per controllare il suo stato di salute, effettuare eventuali sverminazioni e vaccini, e ricevere il “libretto sanitario” dove saranno annotate le date dei vaccini e successivi rinnovi. È importante anche durante il periodo estivo proteggerlo con un antiparassitario.

4 – il cane è un animale sociale, ha bisogno di condividere la sua vita con il suo “gruppo sociale”, di cui fanno parte sia gli eventuali altri animali di casa che i membri della famiglia. Relegare un cane a vivere la maggior parte della giornata solo in giardino o in un recinto, lo depriverà di uno dei suoi bisogni primari. È importante anche farlo socializzare con altre persone ed altri cani, fare passeggiate lunghe ed in luoghi diversi, offrire insomma al nostro amico la possibilità di arricchire il suo bagaglio esperienziale. Il cane nasce come predatore, non per vivere tutto il giorno su un divano, è importante che durante la giornata abbia la possibilità di correre libero (utilizzate le aree sgambo per esempio) e di sfogare attraverso il gioco quelle che sono le sue motivazioni innate. Il cane va conosciuto e rispettato per le sue proprie caratteristiche di specie, anche umanizzarlo è sbagliato. Rivolgersi ad un educatore cinofilo fin dai primi mesi di vita del cane può fornirvi le giuste indicazioni per vivere una vita serena e piena nel rispetto reciproco.

5 – la relazione con il nostro cane dev’essere basata su un rapporto di fiducia. È necessario quindi dargli delle regole affinché possa vivere serenamente al nostro fianco in tutte le situazioni sociali, ma fornirgli anche la sicurezza che può contare su di noi in caso di difficoltà. Non forzare quindi il cane a stare con altri se non vuole o esporlo a situazioni che lo spaventano. Non sgridarlo o punirlo, ma usa il rinforzo positivo per educarlo, premiandolo quando è calmo e rilassato. In caso di paure molto intense, od addirittura fobie vere e proprie, rivolgiti ad un istruttore specializzato in riabilitazione comportamentale e/o ad un medico veterinario esperto in comportamento, per trovare la soluzione migliore per la vostra serenità.

In un gruppo familiare, del quale fanno parte anche i nostri animali domestici, il benessere del singolo individuo contribuisce alla felicità di tutti.
Rispettare queste regole/libertà vi aiuterà a vivere meglio con il vostro amico a 4 zampe!

Federica Orlandi, istruttore cinofilo

Il gioco è un ottimo strumento per soddisfare le motivazioni innate del nostro cane!

Le malattie dei cani (parte I)

Esattamente come gli esseri umani, anche i cani sono soggetti a malattie che possono presentarsi in forma più o meno intensa.

In molti casi sono completamente curabili, soprattutto attuando una scrupolosa prevenzione ed in base alle caratteristiche fisico-psichiche del soggetto, ma esistono comunque casi di malattie letali contro i quali la medicina non ha ad oggi trovato ancora cure soddisfacenti.

Questo perché è difficile individuare i sintomi (che molte volte sono simili tra loro) e successivamente fare una diagnosi perfetta verso soggetti a cui non si può chiedere “dove e cosa ti fa male”.

Quindi fattore essenziale, come già detto, è la prevenzione .

Distinguiamo tra malattie causate da:

  • endoparassiti: vermi tondi e piatti interni all’animale
  • ectoparassiti: vettori esterni di malattie (pulci, zecche, zanzare, pappataci)

Inoltre si parla di ZOONOSI, se la malattie è trasmissibile nell’uomo, direttamente (contatto, sangue, saliva, morso) o indirettamente (tramite lo stesso vettore portatore)

In questo articolo ci soffermeremo sulle principali malattie trasmesse da vettori.

  1. LEISHMANIOSI (zoonosi indiretta) Malattia trasmessa dalla puntura del pappatacio / flebotomo (piccola zanzara), che trasmette all’interno dell’animale il protozoo Leishmania infantum che si moltiplicherà indisturbato. Non sempre l’infezione porta alla malattia, perché un cane potrebbe restare asintomatico tutta la vita. Nel caso invece si sviluppasse, i principali sintomi sarebbero: diarrea, vomito, perdita appetito e peso, perdita pelo, spossatezza, dolori diffusi, ulcere, dermatite e altri. Ad oggi non esiste una cura definitiva e soddisfacente, quindi possiamo agire solo in prevenzione tramite antiparassitari dedicati. Si attacca all’uomo in maniera indiretta, solo se punti dal flebotomo portatore.
  1. FILARIOSI Malattia trasmessa dalla puntura della zanzara, e in base al parassita veicolato, può essere in forma cardiopolmonare (più grave) o cutanea. Le larve del parassita entrano nel sistema circolatorio e da adulte (possono raggiungere i 15 cm), vanno a posizionarsi nelle vicinanze di cuore e polmoni creando difficoltà cardiache e respiratorie, che se non curate portando alla morte del cane. Può manifestarsi a distanza di mesi e non esiste vaccino, solo sverminazione. Il modo migliore per curarla, è prevenirla tramite medicinali che uccidono le filarie, ma bisogna stare attenti ed essere costanti, perché nel caso le filarie fossero grandi, morirebbero andando ad occludere i vasi sanguigni dove si trovano. Quindi prima di procedere alla prevenzione, è sempre meglio fare un test dal veterinario.
  1. MALATTIA DI LYME o BORRELIOSI (zoonosi indiretta) Malattia trasmessa dalla puntura della zecca, con due giorni di incubazione. Non è molto grave e curabile tramite antibiotici, comunque è sempre meglio prevenirla con antiparassitari. I principali sintomi sono: spossatezza, dolori muscolari, vomito, aritmia. Può attaccarsi all’uomo in maniera indiretta esclusivamente se punto dalla zecca portatrice.
  1. PIROPLASMOSI o BABESIOSI Malattia trasmessa dalla puntura della zecca, con due giorni di incubazione. Può essere acuta e iperacuta causando anemia e emoglobinuria. In più altri sintomi possono essere diarrea, edema polmonare, convulsioni, articolazioni gonfie. Un segno distintivo della malattia è in ogni caso una striscia di sangue dei piroplasmi. La cura è antibiotica e tramite flebo per bilanciare i liquidi.
  1. EHRILICHIOSI Malattia trasmessa dalla puntura della zecca, che introduce il batterio Ehrlichia canis che attacca i globuli rossi, distruggendo le piastrine. Ha tre fasi di sviluppo con sintomi mano a mano più gravi. Si va dalla spossatezza, dimagrimento e anoressia, tremori, atrofie, emorragie. Si cura con antibiotici dedicati.
  1. ANAPLASMOSI Malattia trasmessa dalle punture delle zecce, che introducono un batterio nel sangue che attacca i globuli bianchi. Ha un’incubazione di quindici giorni, dopo di che si manifesta con febbre alta, dolori articolari, inappetenza, e può causare danni ai reni e all’intestino. Fondamentale è una diagnosi precoce tramite un prelievo di sangue.
  1. ROGNA SARCOPTICA o SCABBIA (zoonosi diretta/indiretta) Malattia trasmessa dalla puntura degli acari, che può essere attaccata all’uomo tramite contatto diretto o indiretto (coperte, materassi etc usati dal cane). Si manifesta con piccole macchiette rosse che si trasformano in pochi giorni in vesciche o pustole. Successivamente formano croste ben visibili che portano a forte prurito, ed in seguito al grattarsi, a irritazioni della cute e perdita di pelo. Il cane deperisce progressivamente fino alla morte. In più la seconda è contagiosa anche per l’essere umano. La cura si basa sulla tosatura del cane, un lavaggio con sapone medico e l’uso di creme atte ad eliminare il problema. Essendo contagiosa anche per l’uomo, il consiglio è di trattare l’eventuale cane infetto, con le dovute precauzioni (guanti, camici) e alla fine della malattia, disinfettare energicamente (meglio bruciare) tutto ciò che è stato a contatto con lui (materassini, coperte, museruola, collare etc.
  1. ROGNA DERMODETTICA o ROGNA ROSSA Malattia trasmessa dalla puntura degli acari, ma non contagiosa. Questi acari sono sempre presenti sulla pelle del cane, ma in determinate condizioni possono sviluppare la malattia. Si manifesta con chiazze rosse, che successivamente alla perdita del pelo, diventano ramate. Queste si estendono su tutto il corpo, senza però creare un fastidio nel cane. Successivamente, se non curata, porta alla formazione di vescichette che emettono un odore fetido, senza, anche in questo caso, debilitare il cane, a parte un leggero prurito. In casi avanzati, il cane inizia a rifiutare il cibo, andando incontro alla morte. Ovviamente, tramite cure opportune ed in base allo stadio di avanzamento, è totalmente curabile.

Tutte queste malattie sono prevenibili tramite l’uso costante e puntuale di antiparassitari, somministrati durante tutto l’anno secondo le indicazioni di posologia, fermo restando di rivolgersi prontamente al veterinario appena nel nostro cane si nota qualche sintomo che non ci convince troppo, in modo da identificare l’eventuale patologia e seguire le sue indicazioni per combatterla al meglio.

Andrea Fruzzetti, istruttore cinofilo

Nonno Fido, vivere con un cane anziano

E’ forse l’unico regola certa che guida il mondo, il tempo, parametro inclemente e sistemico, scandisce la vita di tutti noi, accompagnandoci nella nostra esistenza dall’inizio alla fine, in tappe diverse e peculiari, ognuna con particolari esigenze e nuovi modi di abitare la Terra. Tutto questo vale sia per gli umani che per i cani, a noi è concesso il compito e l’onore di rendere più facile, appagante e felice la vita del nostro amico a 4 zampe quando l’andatura si fa più lenta e l’energia esplosiva lascia posto alla tranquillità e alle pennichelle.

Ma cominciamo dall’inizio… quando un cane si può reputare anziano? Per quanto la domanda possa sembrare semplice la risposta è in realtà tutt’altro che facile: ci sono diverse variabili da tenere presenti, taglia e razza su tutte, in linea generale un cane piccolo ha una aspettativa di vita maggiore, che può superare abbondantemente i 15 anni, mentre un cane di taglia medio-grande potrebbe avere una vita di circa 10-12 anni. Poi c’è il fattore razza che influisce molto sulla longevità dell’animale, ci sono molossi che vivono all’incirca 8 anni e cani toy che riescono a spegnere la 20esima candelina. Insomma, il concetto di anzianità nel cane è un po’ blando, ma una cosa è certa: sarà il vostro cane a scandire i ritmi e a comunicarvi che forse, è arrivato il momento di allentare leggermente la pressione su quantità dell’attività fisica e a indicarvi quali siano le esigenze fisiologiche di questo delicato capitolo della vita. Insieme analizziamo alcuni dei fattori principali

Occhio al respiro: i vostri cani non parlano ma riescono comunque a comunicare tantissimo. Per aiutare il vostro amico a 4 zampe a vivere la vita in modo sereno è bene tener presente che l’età non affievolirà la voglia del gioco, eliminarlo del tutto equivale a privarlo di una parte fondamentale della sua esistenza. Adattandovi ai suoi tempi senza portarlo allo stremo terrete viva quella fiamma che nei cani non si spegne proprio mai, la voglia di essere attivi e di giocare. Incrementare i giochi di attivazione mentale, reperibili già pronti in commercio o producibili in casa con oggetti comuni quali bottiglie vuote o scatole di uova, oppure concentratevi sulla ricerca olfattiva, nascondendo in casa pezzettini di cibo che il vostro cane sarà felice di trovare anche grazie al vostro aiuto.

La pipì impellente: ci sono vari fattori che possono portare alla necessità fisiologica di uscire un po’ più spesso. Appurata l’assenza di patologie grazie al consulto di un medico veterinario, è necessario tener conto che anche gli organi potrebbero iniziare a subire l’usura del tempo portando al progressivo aumento delle minzioni giornaliere. Il numero delle passeggiate (talvolta anche notturne) potrebbe dover essere incrementato e qualche volta una pipì particolarmente impellente potrebbe essere lasciata su un tappeto. Ci vuole pazienza e cura, se il vostro cane non ha mai fatto bisogni in casa di certo non inizierà volontariamente adesso (fatta esclusione per qualche patologia comportamentale che andrà eventualmente esclusa con un veterinario comportamentalista e un istruttore cinofilo in caso di episodi frequenti), portate rispetto al vostro amico anziano: non sgridatelo, essere puniti per una necessità incontrollabile è crudele e improduttivo, tra l’altro il cane capirà che è sbagliato che ci sia urina sul pavimento e non che è proibito farla in casa; pulite con discrezione, meglio quando non si è visti evitando l’ammoniaca che fissa l’odore invece che toglierlo.

Le pennichelle: nel cerchio della vita, tante delle abitudini/necessità tendono a tornare. Il cane anziano dorme più ore nell’arco della giornata rispetto al cane adulto, così come succede al cucciolo. A parte le differenze dovute alla razza (alcuni cani dormono più di altri anche in età giovane), possono arrivare a dormire per 16 ore. Lasciate che riposi offrendogli un luogo tranquillo all’interno dell’abitazione dove possa coricarsi senza essere disturbato, la qualità del sonno resta sempre la base per una buona qualità della vita.

Salti, Salite/discese: la struttura fisica del cane inizia a indebolirsi e tutti quei movimenti che prima sembravano semplici potrebbero non esserlo più. Ricordiamo che il cane tende a non esasperare e mostrare il dolore in modo plateale quindi è bene mettersi in ascolto e cogliere tutti i segnali che indicano un disagio nell’eseguire un’azione o, anche meglio, prevenirne la comparsa. In commercio esistono tantissimi tipi di pedane per la salita e la discesa dall’auto ad esempio, consentendo al cane di continuare la sua vita di sempre e sottraendo l’ipotetica conseguenza dolorosa dell’urto sul pavimento. Idem per i cani abituati a stare sul divano o sul letto, mettendo dei rialzi potremmo aiutarli a salire senza sforzare troppo il fisico.

Il clima: se il caldo, oltre che il freddo naturalmente, devono essere agenti che condizionano la vita di ogni proprietario consapevole, con l’avanzare dell’età meritano un occhio di riguardo in più. Attenzione soprattutto al colpo di sole e al colpo di calore.

Un fattore che non smetteremo mai di sottolineare è l’estrema diversità di reazione del cane e quindi il consiglio è di tener conto della soggettività del nostro amico. Ci sono cani che non smettono mai di essere attivi, altri che con l’avanzare dell’età semplicemente si tranquillizzano, si pacano. Il concetto di normalità è strettamente relativo ma è bene tener conto di quali siano le abitudini del cane, memorizzarle e usarle come metro per la valutazione di un eventuale consulto con un medico veterinario, un supporto fondamentale soprattutto quando gli anni aumentano.

Non smettete mai di apprezzare il vostro amico: più lento, assonnato, meno reattivo resta comunque l’amico che non lascerebbe mai il vostro fianco.

In fondo i cani hanno una capacità che a noi umani non resta che invidiare: non smettono mai di sorprendere perché non perdono mai la voglia di imparare e di giocare.

Giulia Cardoni, Istruttore cinofilo

Oli Essenziali per Cani?

Prima di tutto una domanda: che cosa sono gli Oli Essenziali?

Gli oli essenziali sono le sostanze liquide volatili estratte dalle piante aromatiche comprese le relative parti quali semi, corteccia, foglie, steli, radici, fiori, frutto, ecc…

Racchiudono le proprietà rigeneranti, protettive ed immunorinforzanti delle piante stesse. I loro costituenti presentano dimensioni molecolari ridotte e sono liposolubili, caratteristiche che rendono la maggior parte degli oli capaci di penetrare nella pelle facilmente e rapidamente. La loro liposolubilità permette ai costituenti degli oli essenziali di attraversare le membrane cellulari, pertanto hanno la capacità di influire su ogni cellula del corpo nell’arco di 20 minuti per poi essere metabolizzati come gli altri nutrienti.

Possono essere potenti antiossidanti, molti costituenti degli oli essenziali hanno proprietà antibatteriche, antifungine, antinfettive, antimicrobiche, antitumorali, antiparassitarie, antivirali ed antisettiche; alcuni sostengono il fegato nella disintossicazione del sangue; numerosi oli essenziali possiedono straordinarie proprietà di purificazione dell’aria.

La qualità particolarmente penetrante delle essenze, fa si che possano facilmente essere assorbite dall’organismo, anche attraverso l’uso dell’Aromaterapia, cioè per inalazione.

L’Aromaterapia è stata utilizzata fin dagli inizi delle prime civiltà, vanta circa 4.500 anni di storia ed attualmente viene utilizzata come pratica complementare alla medicina convenzionale.

Negli ultimi decenni il suo utilizzo è stato esteso agli animali domestici e si sta affermando come disciplina che permette al paziente di raggiungere il benessere, l’equilibrio e la guarigione, soprattutto nei casi di panico ed alterazioni del sistema nervoso. Inoltre, anche in molte scuole di medicina veterinaria esiste una cattedra di aromaterapia.

Non tutti gli oli essenziali si possono utilizzare nei cani, ed è bene sempre avere cautela nell’uso, scegliendone una qualità pura e affidabile. Le scritte che troviamo sulle confezioni come olio essenziale, essenza, essenza pura al 100% comprendono una vasta gamma di prodotti che spesso sono sintetici e non naturali. Per Olio Essenziale si intende esclusivamente un prodotto della distillazione in corrente di vapore (spremitura bucce nel caso degli agrumi), del materiale vegetale. Quindi è bene sempre accertarsi della provenienza del prodotto. La dicitura “per uso alimentare” rappresenta una garanzia in più per poterlo utilizzare anche sulla cute, invece se l’indicazione è “essenza per ambienti” non deve essere usato sul pelo o sulla pelle dei cani, poiché probabilmente è sintetico. Se invece viene venduto in vetro trasparente non può essere autentico, gli oli essenziali si alterano con il calore, la luce, l’aria e l’umidità e i contenitori devono essere scuri ermeticamente chiusi e vanno conservati in ambiente fresco e asciutto. Attenzione anche alla data di scadenza.

Vediamo quali sono i due più usati metodi di applicazione degli oli essenziali:

  1. Uso Topico: applicazione dell’olio essenziale sulla pelle, sul pelo, in bocca, sui denti, sulle unghie o sulle mucose. Quando si applicano gli oli essenziali direttamente sul corpo senza alcun tipo di diluizione, in genere si parla di applicazione di olio “puro”. Poiché gli oli essenziali sono molto potenti e alcuni di essi possono irritare la pelle o altre zone del corpo, spesso vengono diluiti con un olio vegetale puro (chiamato “olio vettore”) come l’olio frazionato di cocco, l’olio di mandorla, l’olio di oliva, ecc…
  2. Uso Aromatico: prevede l’inalazione dell’olio in forma nebulizzata o del vapore delle componenti aromatiche volatili da esso sprigionate. L’inalazione dell’olio o del suo aroma può essere un metodo straordinario in grado di influire sulla memoria, sugli ormoni e sulle emozioni attraverso il sistema olfattivo (sono sufficienti 3 o 4 gocce di olio essenziale diluite in acqua in un apposito diffusore).

Ma come funziona l’Aromaterapia sui cani?

Sappiamo bene che l’olfatto dei cani è molto più sviluppato rispetto a quello umano, per questo è importante che gli oli siano adeguatamente diluiti; ma una volta adattata alle caratteristiche canine, questa disciplina può risultare molto benefica per i nostri cani, sia a livello fisico che emotivo. Si ritiene che abbia benefici sia per promuovere atteggiamenti positivi durante l’apprendimento, ma anche come repellente dei parassiti esterni o come supporto nell’affrontare alcune problematiche comportamentali. Sappiamo ad esempio da studi effettuati che l’utilizzo della lavanda in aromaterapia è un metodo efficace e sicuro per far rilassare i cani affetti da ansia da separazione. In oltre il 70% dei pazienti, i sintomi sono scomparsi o almeno si sono attenuati.

Ecco alcuni oli consigliati per i nostri amici a 4 zampe:

Limone – ideale per favorire la concentrazione durante l’apprendimento, in quanto rafforza l’attenzione. Inoltre influisce in maniera positiva anche sul sistema circolatorio, rigenera il tessuto connettivo e respinge gli insetti.

Camomilla – essendo molto rilassante, è utile nei casi di irritabilità ed ansia. Allevia anche le infiammazioni e l’eczema allergico ed è un ottimo cicatrizzante.

Eucalipto – serve a migliorare l’umore e la stimolazione mentale del cane, poiché contribuisce ad aumentare l’afflusso di sangue al cervello. Inoltre respinge gli insetti.

Menta – utile per dare coraggio.

Lavanda – ha effetto rilassante e tranquillizzante, raccomandabile quando dovete lasciare solo il vostro cane, in quanto riduce lo stress (utile anche per l’ansia da abbandono) e la depressione. L’essenza di Lavanda può essere usata anche come antiparassitario nella misura di 3 gocce diluite in acqua passate sul manto dell’animale.

Cedro – è un buon repellente per gli insetti; inoltre rafforza la pelle e ne migliora l’elasticità.

Arancia – attenua i problemi digestivi e il nervosismo.

Melaleuca – utile nelle dermatiti e nelle infezioni cutanee in genere, ha funzioni antibatteriche, antifungine, antinfiammatorie, antisettiche ed antiparassitarie.

Alessia Neri, Istruttore Cinofilo

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora