Nonno Fido, vivere con un cane anziano

E’ forse l’unico regola certa che guida il mondo, il tempo, parametro inclemente e sistemico, scandisce la vita di tutti noi, accompagnandoci nella nostra esistenza dall’inizio alla fine, in tappe diverse e peculiari, ognuna con particolari esigenze e nuovi modi di abitare la Terra. Tutto questo vale sia per gli umani che per i cani, a noi è concesso il compito e l’onore di rendere più facile, appagante e felice la vita del nostro amico a 4 zampe quando l’andatura si fa più lenta e l’energia esplosiva lascia posto alla tranquillità e alle pennichelle.

Ma cominciamo dall’inizio… quando un cane si può reputare anziano? Per quanto la domanda possa sembrare semplice la risposta è in realtà tutt’altro che facile: ci sono diverse variabili da tenere presenti, taglia e razza su tutte, in linea generale un cane piccolo ha una aspettativa di vita maggiore, che può superare abbondantemente i 15 anni, mentre un cane di taglia medio-grande potrebbe avere una vita di circa 10-12 anni. Poi c’è il fattore razza che influisce molto sulla longevità dell’animale, ci sono molossi che vivono all’incirca 8 anni e cani toy che riescono a spegnere la 20esima candelina. Insomma, il concetto di anzianità nel cane è un po’ blando, ma una cosa è certa: sarà il vostro cane a scandire i ritmi e a comunicarvi che forse, è arrivato il momento di allentare leggermente la pressione su quantità dell’attività fisica e a indicarvi quali siano le esigenze fisiologiche di questo delicato capitolo della vita. Insieme analizziamo alcuni dei fattori principali

Occhio al respiro: i vostri cani non parlano ma riescono comunque a comunicare tantissimo. Per aiutare il vostro amico a 4 zampe a vivere la vita in modo sereno è bene tener presente che l’età non affievolirà la voglia del gioco, eliminarlo del tutto equivale a privarlo di una parte fondamentale della sua esistenza. Adattandovi ai suoi tempi senza portarlo allo stremo terrete viva quella fiamma che nei cani non si spegne proprio mai, la voglia di essere attivi e di giocare. Incrementare i giochi di attivazione mentale, reperibili già pronti in commercio o producibili in casa con oggetti comuni quali bottiglie vuote o scatole di uova, oppure concentratevi sulla ricerca olfattiva, nascondendo in casa pezzettini di cibo che il vostro cane sarà felice di trovare anche grazie al vostro aiuto.

La pipì impellente: ci sono vari fattori che possono portare alla necessità fisiologica di uscire un po’ più spesso. Appurata l’assenza di patologie grazie al consulto di un medico veterinario, è necessario tener conto che anche gli organi potrebbero iniziare a subire l’usura del tempo portando al progressivo aumento delle minzioni giornaliere. Il numero delle passeggiate (talvolta anche notturne) potrebbe dover essere incrementato e qualche volta una pipì particolarmente impellente potrebbe essere lasciata su un tappeto. Ci vuole pazienza e cura, se il vostro cane non ha mai fatto bisogni in casa di certo non inizierà volontariamente adesso (fatta esclusione per qualche patologia comportamentale che andrà eventualmente esclusa con un veterinario comportamentalista e un istruttore cinofilo in caso di episodi frequenti), portate rispetto al vostro amico anziano: non sgridatelo, essere puniti per una necessità incontrollabile è crudele e improduttivo, tra l’altro il cane capirà che è sbagliato che ci sia urina sul pavimento e non che è proibito farla in casa; pulite con discrezione, meglio quando non si è visti evitando l’ammoniaca che fissa l’odore invece che toglierlo.

Le pennichelle: nel cerchio della vita, tante delle abitudini/necessità tendono a tornare. Il cane anziano dorme più ore nell’arco della giornata rispetto al cane adulto, così come succede al cucciolo. A parte le differenze dovute alla razza (alcuni cani dormono più di altri anche in età giovane), possono arrivare a dormire per 16 ore. Lasciate che riposi offrendogli un luogo tranquillo all’interno dell’abitazione dove possa coricarsi senza essere disturbato, la qualità del sonno resta sempre la base per una buona qualità della vita.

Salti, Salite/discese: la struttura fisica del cane inizia a indebolirsi e tutti quei movimenti che prima sembravano semplici potrebbero non esserlo più. Ricordiamo che il cane tende a non esasperare e mostrare il dolore in modo plateale quindi è bene mettersi in ascolto e cogliere tutti i segnali che indicano un disagio nell’eseguire un’azione o, anche meglio, prevenirne la comparsa. In commercio esistono tantissimi tipi di pedane per la salita e la discesa dall’auto ad esempio, consentendo al cane di continuare la sua vita di sempre e sottraendo l’ipotetica conseguenza dolorosa dell’urto sul pavimento. Idem per i cani abituati a stare sul divano o sul letto, mettendo dei rialzi potremmo aiutarli a salire senza sforzare troppo il fisico.

Il clima: se il caldo, oltre che il freddo naturalmente, devono essere agenti che condizionano la vita di ogni proprietario consapevole, con l’avanzare dell’età meritano un occhio di riguardo in più. Attenzione soprattutto al colpo di sole e al colpo di calore.

Un fattore che non smetteremo mai di sottolineare è l’estrema diversità di reazione del cane e quindi il consiglio è di tener conto della soggettività del nostro amico. Ci sono cani che non smettono mai di essere attivi, altri che con l’avanzare dell’età semplicemente si tranquillizzano, si pacano. Il concetto di normalità è strettamente relativo ma è bene tener conto di quali siano le abitudini del cane, memorizzarle e usarle come metro per la valutazione di un eventuale consulto con un medico veterinario, un supporto fondamentale soprattutto quando gli anni aumentano.

Non smettete mai di apprezzare il vostro amico: più lento, assonnato, meno reattivo resta comunque l’amico che non lascerebbe mai il vostro fianco.

In fondo i cani hanno una capacità che a noi umani non resta che invidiare: non smettono mai di sorprendere perché non perdono mai la voglia di imparare e di giocare.

Giulia Cardoni, Istruttore cinofilo

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